Il Parlamento Europeo approva la direttiva sul Copyright: Internet come lo conosciamo è ufficialmente morto in Europa?

Via libera del Parlamento europeo alle nuove regole sul diritto d’autore. La riforma sul copyright è stata approvata con una maggioranza corposa di 348 a favore 274 no e 36 astenuti su 658 deputati presenti. Gli articoli 15 (ex 11) e 17 (ex 13) sono realtà.

Dovrà ora ricevere l’ok formale da parte degli stati membri e poi, una volta pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Ue, entrerà in vigore, e sarà applicata in tutti i Paesi dell’Unione verso metà 2021.

Una svolta che non era affatto scontata secondo i pronostici della vigilia, ma che in Italia può valere 100 milioni all’anno.

Per molti, finisce strapotere sulla pelle di chi lavora, da parte dei giganti del web

Chi ha votato contro e chi a favore?

I parlamentari della Lega e del M5S hanno votato contro la riforma confermando l’adesione alla campagna condotta a favore della “libertà del Web” che sarebbe, secondo questa visione, messa a rischio da un “bavaglio alla rete”, confermando la posizione espressa dal governo italiano sull’accordo con il Parlamento: voto contrario come quello di Lussemburgo, Polonia, Olanda e Finlandia. A favore Forza Italia, gran parte dei parlamentari Pd, Fratelli d’Italia e quelli del gruppo conservatori e riformisti “destra ed euroscettici”

E adesso?

Le nuove direttive Ue, consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare un equo compenso con i giganti del web. Su siti e social-network le notizie saranno contenuti sempre più preziosi.

Per l’articolo 15, sarà sempre consentita la condivisione dei semplici link che rimandano agli articoli giornalistici, ma anche l’utilizzo di singole parole o di estratti molto brevi di pubblicazioni di articoli e notizie, i cosiddetti “snippet”, che sono oramai diventati onnipresenti nella nostra quotidianeità.

Più complicata invece l’applicazione delle norme introdotte dall’articolo 17, che impone ai siti l’utilizzo di filtri in grado di intercettare ed eventualmente bloccare i contenuti protetti da copyright, escludendo solamente una piccola categoria di aziende: quelle che hanno meno di tre anni di attività in Europa, un fatturato minore di 10 milioni di euro e meno di 5 milioni di visitatori unici al mese, prevedendo che tutti i siti e app che permettono l’accesso o la condivisione di materiali protetti dal diritto d’autore, e ne traggono una qualche forma di profitto economico, siano considerati responsabili per eventuali violazioni.

Il compromesso inoltre raggiunto in questi mesi ha permesso di escludere le enciclopedie online senza fini di lucro, come Wikipedia, e le StartUp.

Nessuna limitazione ai materiali pubblicati a scopo di caricatura o parodia, oppure come citazione, critica o rassegna.


 

Ogni piattaforma sarà quindi obbligata a stringere accordi con tutti i detentori dei diritti e dovrà garantire che queste licenze siano rispettate, prevedendo quindi sistemi e meccanismi per evitare che vengano caricati nuovamente contenuti vietati.

Tale richiesta potrà essere soddisfatta solo introducendo dei filtri per gli Upload

Ma un filtro può diventare un pericolo per la libertà di pensiero ed espressione sul web?

No, gli utenti non rischiano sanzioni per aver caricato online ma la responsabilità sarà delle grandi piattaforme come YouTube, Facebook etc…

Chi produce contenuti deve essere retribuito. Un punto fondamentale è quello relativo al prelievo fiscale: non è ammissibile che i colossi del Web possano permettersi di non pagare le tasse nei singoli Stati membri, come è successo a Facebook in Italia negli ultimi anni, dove le tasse non pagate, sono state una vera e propria enormità.

Sicuramente però obbligare le piattaforme a usare i filtri di caricamento implicherà un maggior numero di blocchi di contenuti anche “legali”.

Gli algoritmi saranno in grado di intercettare e distinguere tra materiale protetto da copyright non autorizzato ed effettivi riusi perfettamente legali come nel caso delle parodie ed eventualmente bloccare i contenuti?

Bisognerà aspettare di vedere come si comporteranno adesso i grandi colossi del web

Quindi l’internet come lo conosciamo è ufficialmente morto in Europa?

No assolutamente NO. La nuova legge sul copyright non minaccia la libertà di internet per come la conosciamo, però la maggioranza dei parlamentari europei hanno perso l’opportunità di garantire all’UE una legge sul copyright seria e moderna, che protegga sia gli artisti che gli utenti, penalizzando principalmente proprio il consumatore.

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