Visivo, Uditivo e Cinestesico: la grande bufala della PNL, tra psico-cazzate, truffa e cocaina

Premessa

Ho deciso di scrivere questo articolo dopo aver scoperto che in un istituto professionale di Roma, agli studenti del 5° anno dell’indirizzo “servizi commerciali”, viene imposto di studiare principalmente insieme ad altri argomenti affini (considerati sempre cialtroneria) proprio la PNL. Fatto, questo, che ha stimolato, incitato e motivato l’organizzazione del prossimo convegno con due date già fissate, il 3 Giugno a Roma e il 10 Giugno a Milano, dal titolo, “PNL: Grande bufala o solida realtà?”

Se ne parla ormai da anni, c’è chi ne dice peste e corna e chi la esalta come se fosse l’ultima trovata del mercato della crescita personale.

Ad oggi, malgrado siano passati più di 40 anni dalla sua ideazione, priva di solide prove sperimentali, l’efficacia della PNL non è ancora stata dimostrata, le prove empiriche a sostegno sia degli assunti sia dell’efficacia della PNL sono praticamente inesistenti, è stata bocciata dalla scienza in ogni maniera possibile e immaginabile, non ha quindi validità scientifica e presenta molte delle caratteristiche delle pseudoscienze, continuando a far parlare di sé.

Infatti la PNL è spesso oggetto di accesi dibattiti tra credenti e critici. Ci sono persone che sostengono la PNL come una panacea e la soluzione a tutto, spacciata addirittura come arma per vincere ansia, fobie e dipendenze, guarire in pochi minuti, oppure per imparare a fare più soldi, piacere a tutti, svelare le menzogne ecc….

Altre invece, la definiscono come se non bastasse una vera e propria “setta”, per il modo in cui appunto la PNL ha adottato molti dei suoi aspetti (simili a delle sette religiose), rituali, neologismi, livelli di crescita (osservando le pratiche di coaching che ne derivano e le certificazioni, non certo economiche) e il grande guru, “Bandler”, considerato nell’ambiente accademico un cialtrone, alcolizzato e cocainomane, venne accusato dell’omicidio della sua spacciatrice, accusa da cui poi venne assolto.

PNL: le origini

Al di là delle polemiche, la programmazione neuro linguistica è un approccio alla comunicazione, allo sviluppo personale e alla psicoterapia nata negli anni 70 in California, in piena era New Age, dalla collaborazione tra Richard Bandler al tempo giovane “studente di psicologia” e il “linguista” John Grinder, considerati i soci fondatori (nessuno dei due era quindi uno psicoterapeuta, anche se Bandler in seguito ottenne un master in psicologia).

 

Bandler e Grinder oggi

 

Stando a quanto si dice, Bandler si è ispirato a Virginia Satir, “La madre della terapia familiare”, Milton Erickson, “Il padre dell’ipnosi moderna” e Fritz Perls, uno dei primi rappresentanti della psicologia della Gestalt a causa dei loro “incredibili successi con i pazienti”.

 

I due successivamente la pubblicazione de “La Programmazione Neuro Linguistica Vol.I” negli anni 80 con Robert Dilts e Judith DeLozier, si ritirarono dal settore a causa di problemi legali per la proprietà intellettuale. La tecnica cominciò ad essere sviluppata da diverse persone. Grinder e Judith DeLozier crearono il Nuovo Codice della PNL basato sulla totalità mente-corpo. Bandler pubblicò lavori sempre basandosi sull’ipnosi ericksoniana (Using your brain: For a Change – 1984). e il terzo ovvero, Anthony Robbins, che cercò di sfruttare la PNL nel settore del marketing.

Dopo la separazione dei due padri fondatori il metodo aveva molteplici versioni. In mezzo a tutto questo caos le ricerche del counseling sperimentale di Sharpley (1984 – 1987) ed il consiglio della Ricerca Nazionale degli USA diedero comunque un giudizio complessivamente negativo del settore.

Gran parte delle teorie sono infondate considerata sempre pura cialtroneria e privi di ogni riscontro

Quindi cos’è e a cosa serve? Come funziona? Può essere considerata una truffa? Cosa ne pensa la scienza?

Si legge su Wikipedia: «Il nome deriva dall’idea che ci sia una connessione fra i processi neurologici (“neuro”), il linguaggio (“linguistico”) e gli schemi comportamentali appresi con l’esperienza (“programmazione”), affermando che questi schemi possono essere organizzati per raggiungere specifici obiettivi nella vita».

Ecco cosa dice, a proposito della PNL, il Bandler’s First Institute of Neuro-Linguistic Programming™ and Design Human Engineering™

“La programmazione Neuro-Linguistica™ (PNL™) è definita come lo studio della struttura dell’esperienza soggettiva e quanto da essa può essere dedotto e si basa sulla convinzione che ogni comportamento ha una struttura alla base… La Programmazione Neuro-Linguistica™ è stata creata con l’obiettivo preciso di aiutarci a fare miracoli creando nuove forme di comprensione dei modi in cui la comunicazione, verbale e non, influenza il cervello. In questo senso ci si presenta come un’opportunità non solo di comunicare meglio con gli altri, ma anche di imparare ad acquisire un controllo maggiore su quelle che normalmente vengono considerate funzioni automatiche nel nostro sistema neurologico.”

 

Il compito di Richard Bandler era quello di trascrivere ore e ore di sessioni psicoterapeutiche dello psichiatra Fritz Perls arrivando a notare un’interessante caratteristica del modo in cui Perls parlava ai suoi pazienti. Perls aveva la strana – quasi fastidiosa – abitudine di esaminare tutti i commenti dei suoi pazienti e tornare su questi con domande molto specifiche, obbligandoli a riesaminare attentamente le proprie espressioni letterali. Qualche volta sembrava che non si potesse fare la più semplice delle affermazioni senza essere duramente ripresi da Perls. “Cosa ti ha fatto scegliere questa parola?” “Quali sono le implicazioni della tua affermazione?”. Perls forzava i suoi pazienti a confrontarsi con le cause e le motivazioni anche delle affermazioni più casuali. Bandler notò che questa tecnica aveva un effetto molto forte. Col tempo i pazienti diventavano incapaci di spiegarsi, lasciando una sorta di vuoto interno, e risultavano eccezionalmente ricettivi ai suggerimenti di Perls per riempire questo vuoto. Invece di risentirsi per quello che si potrebbe chiamare un “controinterrogatorio”, i pazienti tendevano ad accettare il processo, e Bandler scoprì che, se prese nel loro complesso, le tecniche di Perls sembravano altamente efficaci.

Gli schemi di linguaggio e di comportamento quindi di questi personaggi furono studiati e utilizzati come modelli. Erano terapeuti che amavano molto espressioni come ‘autostima’, ‘validazione’, ‘trasformazione’, ‘armonia’, ‘crescita’, ‘ecologia’, ‘autorealizzazione’, ‘inconscio’, ‘comunicazione non-verbale’ e integrandolo con le teorie di celebri linguisti come Gregory Bateson e Noam Chomsky, si convinsero che la chiave della terapia non fosse tanto quello che diceva il paziente, ma come lo diceva.

Una delle ragioni che rende difficile dare risposte, fare un lavoro di studio e di analisi, dare una spiegazione e una definizione semplice e chiara è che non esiste una sola versione di cosa sia e di come funzioni la PNL. Il proliferare delle tante scuole, dei libri, dei numerosissimi corsi, che vengono organizzati in tutto il mondo, e sopratutto la totale assenza di un sistema di accreditamento riconosciuto a livello ufficiale (chiunque ha la possibilità di aprire una scuola e fare formazione senza nessun titolo professionalizzante) rende evidente le differenze che esistono in questo ambito.

Un’altra difficoltà è che molti dei concetti usati in questo settore sono del tutto sconosciuti per chi si occupa professionalmente di psicologia, nell’ambito della ricerca o della pratica clinica, nel senso che non se ne trova traccia nelle riviste scientifiche o nei manuali universitari di psicologia su cui i professionisti si formano.

Ci sono molti campi nei quali secondo i suoi “Sostenitori” o “Pseudo esperti” è utile: dalla comunicazione al cambiamento strategico, dallo sviluppo delle capacità personali quindi alle capacità mentali manageriali, dai problemi di autostima alle capacitò di seduzione e cosi via, il successo è a portata di mano e c’è addirittura chi arriva a proporre la disciplina per combattere la depressione e altri disturbi psicologici. È infatti quasi impossibile trovare un campo dove la PNL con possa essere applicata. Ma è davvero cosi?

Proviamo a fare ulteriore chiarezza

La “teoria” della programmazione neurolinguistica si basa sulla comprensione (rapport) per mezzo dell’imitazione (matching) degli atteggiamenti del corpo. Come spiega il Cicap si tratta della “imitazione del linguaggio corporale di un’altra persona con un diverso movimento, per esempio, muovendo il piede in modo sincrono con il ritmo del suo discorso”. Ad esempio il modo di respirare ci dà informazioni sullo stile di pensiero. Il pensatore visuale respira in alto nel torace, quello uditivo nel mezzo, il cinestetico in basso.

La PNL si propone quindi come una metodologia di “studio della struttura dell’esperienza soggettiva”. Con l’analisi, l’apprendimento e il modellamento (cioè l’acquisizione volontaria di determinati comportamenti) il paziente acquisisce dei modelli considerati efficaci.

Inoltre sempre “teoricamente” esiste un legame tra il nostro modo di muovere gli occhi e il nostro modo di pensare. In generale, la gente guarderà verso l’alto quando visualizza e muoverà gli occhi trasversalmente, a destra o a sinistra quando pensa in modo cinestetico. Questi movimenti sono coerenti e per lo più inconsci. Quando avete bisogno di visualizzare guardate verso l’alto, quando vi serve un contatto con i vostri sentimenti guardate verso il basso”. Perché? “Perché il dialogo interno o auto-dialogo, ha anche influenza sulla vostra salute. La PNL suggerisce che il vostro sistema immunitario stia spiando il vostro dialogo interno”.

SPIEGHIAMO MEGLIO LA TEORIA DEI SISTEMI RAPPRESENTAZIONALI

Oramai centinaia di ricerche hanno distrutto in mille pezzi l’utilità della distinzione “Visivo, Uditivo e Cinestesico”.

Ma cosa dice la Teoria dei Sistemi Rappresentazionali?

La teoria che sta alla base degli stili di comunicazione afferma che tutti noi abbiamo dei canali di comunicazione preferenziali, e in base a questi abbiamo delle preferenze nel modo di apprendere e di comunicare. In particolare ci dice che le persone si dividono in, VISIVE, UDITIVE e CINESTETICHE.

 

Quindi:

Sei Visivo? Ti piacciono le immagini e pensi per immagini, quindi parli veloce, gesticoli molto, ti piace quando ti parlano veloce e ti piace imparare per immagini.

Sei Uditivo? Allora ti piacciono i suoni e allora ti piace quando uno ti dice “te la senti?”.

Sei Cinestesico? Allora ti piacciono le sensazioni e parli lento.

Tra gli psicologi che hanno scelto di portare avanti una battaglia contro i sistemi rappresentazionali, troviamo nomi come Susan GreenfieldScott Lilienfeld, Barry BeyersteinDemosUsha GoswamiDavid Hargreaves etc.

Addirittura lo psicologo Kris Vasquez ha dato la stangata finale affermando che, non solo questa distinzione non è sorretta da prove scientifiche, ma rischia anche di danneggiare gli studenti date le convinzioni limitanti che rischiano di formarsi riguardo loro stessi.

Esempio di convinzione limitante potrebbe essere quando uno studente pensa:”sono uditivo, quindi devo imparare attraverso i suoni”, mentre invece: immagini + suoni = apprendimento più efficace.

In particolare vorrei citare un professore italiano, Alessandro Zocchi, che nel suo libro “Imparare ad Imparare”, ha specificato che:

“Al di là del fatto che vengono proposti diversi modelli di stile (se ne contano fino a 71) e che quindi non c’è accordo tra i sostenitori della teoria stessa, molti studi dimostrano l’inesistenza di stili e canali preferenziali d’apprendimento utili per imparare meglio. È vero che spesso si hanno preferenze nel modo in cui riceviamo le informazioni (visive o uditive ad esempio) ma il cervello può e deve utilizzare tutti i canali e cercare di apprendere il più possibile in vari modi. L’integrazione di tutti i dati attraverso tutte le sue interconnessioni farà sì che si sviluppi un apprendimento efficace. Il cervello si è evoluto per questo.”

Lascio a voi quindi, riflettere e farvi un opinione a riguardo, concludendo e sottolineando che se sei appassionato di crescita personale e di PNL non devi necessariamente fare tutti i livelli e puoi iniziare da subito a venderti come esperto o coach, improvvisarti formatore del nulla e magari perchè no, organizzare subito qualche corso e guadagnare un bel pò di soldi.

Puoi iniziare da subito a vendere fuffa!

...bene, adesso sono qui pronto ad ascoltare la vostra opinione.

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